Portare benessere in azienda. Per ProWelfare non è uno slogan, ma un impegno quotidiano per promuovere la qualità di vita di tutte le persone che vi lavorano.
ProWelfare, attivo in tutto il Nordest, si rivolge ad aziende di ogni dimensione che vogliano avviare per la prima volta un proprio piano di welfare o rimodulare quello già esistente.
ProWelfare garantisce un servizio personalizzato e completo, ponendosi come coordinatore unico di un team dalle competenze multidisciplinari per una gestione efficace di tutti gli aspetti del welfare aziendale.
Per attivare e monitorare il piano di welfare aziendale, ProWelfare offre una consulenza che comprende più ambiti: da quello normativo, giuslavoristico, fiscale, previdenziale a quello assicurativo, amministrativo e sindacale, passando per quello comunicativo e gestionale.
Il welfare aziendale indica un insieme di prestazioni, beni e servizi non monetari che un’azienda può mettere a disposizione dei propri dipendenti e delle loro famiglie per migliorarne il benessere lavorativo e personale, usufruendo di sgravi fiscali. La normativa principale che lo disciplina è contenuta nel TUIR, il Testo Unico delle Imposte sul Reddito (artt. 51, 95 e 100).
Esistono tre forme principali di welfare aziendale. Non si tratta di soluzioni alternative ma complementari, pertanto l’azienda può scegliere di attivarne più di una.
Si riferisce alle soluzioni rese obbligatorie dal CCNL, note come fringe benefits (es. buoni spesa, buoni carburante, auto aziendale, telefono, ecc.).
Consente ai dipendenti di convertire, in parte o totalmente, il premio di risultato in welfare aziendale, previo accordo bilaterale.
Soluzione flessibile per categorie omogenee di lavoratori, legata al raggiungimento di specifici obiettivi e previo regolamento aziendale unilaterale.
Un ottimo piano di welfare aziendale, realizzato ascoltando i bisogni dei dipendenti e le esigenze dell’azienda, fa vincere tutti, anche la comunità e il suo tessuto economico.
Per comprendere i vantaggi del welfare aziendale, prendiamo l’esempio di Anna, promossa dal suo datore di lavoro, Luca, a un ruolo di maggiore responsabilità con un aumento retributivo di 1.000 euro al mese.
Più valore per la persona, maggiore efficienza per l’azienda.
Oltre alla normale retribuzione, l’azienda può mettere a disposizione dei dipendenti un budget per i flexible benefit. Si tratta di beni e servizi personalizzabili, che gli stessi lavoratori possono scegliere tra una serie di opzioni per il benessere proprio e della famiglia.
Es. scuola e università, libri di testo, vacanze studio
Es. baby-sitter, asili, badanti, case di riposo, prestazioni sanitarie per over 75 o persone non autosufficienti
Es. spese mediche, visite specialistiche, polizze sanitarie integrative
Versamento di un contributo nel fondo pensione scelto dal lavoratore
Luce, acqua e gas
Rimborso degli interessi passivi
Concessi dall’azienda o tramite convenzioni, a tasso agevolato o zero
Es. abbonamenti ai mezzi pubblici o per attività sportive, benessere, viaggi, cultura
No, non rappresenta un obbligo a meno che non sia previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato. Tra i settori che lo contemplano vi sono quello metalmeccanico, orafo, turistico, chimico, sanitario (case di cura, servizi socioassistenziali e sociosanitari), marittimo e delle telecomunicazioni.
Il regolamento di welfare aziendale è un documento redatto dall’impresa che definisce, in maniera unilaterale, la propria policy welfare. Contiene gli obiettivi e descrive quali benefit erogare, chi sono i beneficiari, quali sono i criteri di accesso e le procedure di gestione, come avvengono il monitoraggio e la valutazione, quali sono i diritti e gli obblighi delle parti, nonché la durata. Si distingue dal regolamento contrattuale che, invece, è realizzato in accordo con le parti sindacali.
La consulenza di ProWelfare parte dall’ascolto dei bisogni dell’azienda e dei suoi dipendenti. Grazie alla rete di collaboratori, prosegue poi con un’analisi della situazione fiscale e giuslavoristica per arrivare a definire un percorso chiaro, coerente e sostenibile sui servizi da offrire e la loro gestione. Si occupa delle convenzioni con i fornitori locali, dell’implementazione della piattaforma dei servizi di welfare per i dipendenti, delle pratiche amministrative e burocratiche, nonché della comunicazione interna e del monitoraggio periodico.
Sì, l’azienda può decidere in autonomia quali misure introdurre nel proprio piano di welfare (es. salute, istruzione, assistenza alla famiglia, trasporto, previdenza, tempo libero). Tali benefici devono essere erogati alla totalità dei dipendenti o a categorie omogenee di lavoratori per godere dei vantaggi fiscali previsti.